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giovedì 11 agosto 2016

I Testimoni provvedono assistenza dopo le piogge torrenziali in Srī Lanka

8 LUGLIO 2016
SRĪ LANKA

I Testimoni provvedono assistenza dopo le piogge torrenziali in Srī Lanka

Testimoni caricano aiuti umanitari su un veicolo
COLOMBO (Srī Lanka). Nel centro dell’isola, nelle colline di Aranayaka distanti circa 100 chilometri dalla capitale, Colombo, alcune frane hanno sommerso di fango i villaggi, uccidendo oltre 100 persone e coinvolgendone altre 350.000. Le piogge torrenziali avevano iniziato a colpire la regione il 15 maggio, arrivando a scaricare sulla città di Kilinochchi 373 millimetri di pioggia in 24 ore. Le autorità si riferiscono a questo evento come al peggior disastro naturale che abbia colpito lo Srī Lanka dopo lo tsunami del 2004.
Secondo la filiale dei Testimoni di Geova dello Srī Lanka, nessun Testimone ha perso la vita, ma circa 200 sono stati sfollati. Una Sala del Regno, o luogo di culto, a Kaduwela, situata a circa 15 chilometri da Colombo, è stata inondata da 2 metri d’acqua.
Un gruppo di volontari nella Sala del Regno di Kotahena prepara acqua imbottigliata, provviste alimentari, indumenti e forniture mediche
I Testimoni hanno subito istituito un comitato di soccorso per coordinare le attività volte a soddisfare i bisogni fisici più importanti e a dare aiuto spirituale alle vittime. Una Sala del Regno a Kotahena è stata utilizzata come deposito per generi di prima necessità come acqua potabile, vestiario e forniture mediche. Centinaia di Testimoni volontari della zona hanno distribuito le provviste a compagni di fede e vicini.
Nidhu David, portavoce dei Testimoni di Geova in Srī Lanka, ha riferito: “Continuiamo a pregare per le tante famiglie che sono state colpite da questa recente tragedia. Al contempo, diamo una mano a pulire le case danneggiate dall’inondazione, distribuiamo cibo e doniamo abiti a coloro che ne hanno bisogno. Lo spirito volenteroso e generoso dei Testimoni è come una luce splendente in questo momento buio”.
Contatti per i media:
Internazionale: David A. Semonian, Office of Public Information, 1-718-560-5000
Srī Lanka: Nidhu David, 94-11-2930-444
I Testimoni provvedono assistenza dopo le piogge torrenziali in Srī Lanka

venerdì 8 agosto 2014

Varazze: i Testimoni di Geova hanno una nuova sede

Varazze: i Testimoni di Geova hanno una nuova sede

 

L'inaugurazione sabato 9 agosto


Sabato 9 Agosto alle ore 10, sarà inaugurata a Varazze, la nuova Sala del Regno, il nuovo luogo di culto dei testimoni di Geova di Varazze. Interverranno il  Sindaco di Varazze:  Alessandro Bozzano, il Comandante della Polizia Municipale Stefano Carattino , il Dirigente Angelo Gandolfo, tanto per menzionare  solo alcune delle autorità competenti del territorio che interverranno . Per i Testimoni di Geova della cittadina sarà un occasione estremamente gioiosa visto che è previsto anche l’intervento di David Splane , uno degli esponenti della sede mondiale dei Testimoni di Geova in arrivo da Brookling nello Stato di New York USA.
I Testimoni di Geova locali hanno speso volontariamente il loro tempo e le loro risorse per la ricostruzione dei locali di Via Piave 76 rendendoli decisamente idonei per tenere le loro adunanze aperte al pubblico, muratori, piastrellisti, falegnami, carpentieri, tutti hanno lavorato di concerto per 5 mesi anche contro il tempo per arrivare all’inaugurazione del 9 Agosto avendo concluso tutti i lavori. Diversi abitanti della zona sono rimasti particolarmente colpiti osservando l’impegno e lo spirito armonioso dei volontari al lavoro esprimendo parole di apprezzamento per la comunità di varazze.    “Se avete il piacere di venire in questa Sala del Regno come del resto in tutte le Sale del Regno dei testimoni di Geova del mondo- spiega Orazio Russo dell’Ufficio Relazioni Pubbliche- rimarrete colpiti non solo dall’accoglienza calorosa e genuina dei Testimoni, ma anche per il fatto che non troverete nessuna immagine o affresco o scultura che rappresenti qualche personaggio biblico, non troverete dei locali mistici ma molto sobri luminosi e ariosi adatti ad ospitare le numerose persone che sono incuriosite dalla Bibbia e soprattutto dalla speranza che essa offre all’umanità”.
I Testimoni di Geova in Liguria sono circa 6000, in Italia circa 300.000, nel mondo operiamo in 239 paesi e superiamo gli 8.000.000   e sono circa 10.000.000 le persone che studiano la Bibbia insieme ai testimoni e si radunano in circa 115.000 Congregazioni o comunità.

da  http://www.savonanews.it

domenica 10 novembre 2013

La parola di Dio è utile per insegnare

La parola di Dio è utile per insegnare

Assistiamo spesso al dibattito sul ruolo che l'educazione dovrebbe avere nella formazione delle giovani menti e, più in generale, nella costruzione di una coscienza collettiva che oggi sembra essere sempre più fragile. Ma in un mondo secolarizzato come quello attuale, c'è spazio per gli insegnamenti esposti nella Bibbia?
I princìpi in essa contenuti possono contribuire ad elevare moralmente la società odierna? In che modo la guida che offre può migliorare le nostre vite dal punto di vista spirituale, emotivo ed anche fisico?
Per ragionare su questi temi oltre 5.000 testimoni di Geova provenienti dalla provincia di Varese e dall'alto milanese si riuniranno presso la Sala delle Assemblee di Leinì (TO), via Leopardi n° 17, nei weekend del 16 e 17 novembre, del 23 e 24 novembre e del 30 novembre e 1° dicembre prossimi.
Il tema del convegno, La Parola di Dio è utile per insegnare, riprende le parole che l'apostolo Paolo scrisse nella sua seconda lettera a Timoteo al capitolo 3, verso 16. Sarà data risposta a domande come: "Che effetto ha l'insegnamento divino sulla nostra vita?" e "Di che utilità è la Parola di Dio?"
I testimoni sono infatti convinti che Dio, attraverso la Sacra Bibbia, desideri educare le nostre coscienze. Il programma dell'assemblea, attraverso discorsi, interviste e rappresentazioni realistiche, si pone l'obiettivo di mostrare come gli insegnamenti biblici possano essere utili in ogni ogni momento della nostra esistenza, a partire dalla ricerca di un equilibrio interiore, passando attraverso i rapporti interpersonali e familiari, per arrivare infine alla questione della fede. Tema del discorso chiave, in programma domenica alle ore 13,50 è "Chi sta 'scrollando' le nazioni, e come?".
Altro momento saliente sarà costituito dal battesimo per immersione completa in acqua dei nuovi fedeli che si terrà sabato alle 11,25. In tutto il mondo i testimoni di Geova sono oltre 7.800.000. In Italia sono più di 240 mila e a Varese e provincia se ne contano oltre 5.000 raggruppati in circa 60 comunità.
L'ingresso è libero e non ci saranno collette.
Le sessioni inizieranno alle 9.40 e termineranno alle 16,00. Tutte le assemblee dei Testimoni di Geova sono interamente sostenute da contribuzioni volontarie

da valleolona.com

venerdì 16 agosto 2013

Assemblee speciali dei Testimoni di Geova tenute in sette paesi



Assemblee speciali dei Testimoni di Geova tenute in sette paesi


I Testimoni di Geova hanno tenuto recentemente assemblee speciali in Brasile, Costa Rica, Hong Kong, Irlanda, Israele, Nuova Zelanda e Svezia. La prima di questa serie è stata tenuta in Svezia nel luglio 2012 e le ultime tre sono state tenute in Costa Rica e Nuova Zelanda nel gennaio 2013.
Come avviene alle altre assemblee di tre giorni che organizziamo ogni anno, a queste assemblee speciali sono stati presentati discorsi, dimostrazioni e drammi basati sulla Bibbia.
A questa serie speciale di assemblee sono stati invitati delegati di altre nazioni. Prima e dopo le assemblee, essi hanno avuto l’opportunità di visitare il paese ospitante partecipando a tour organizzati.
Un delegato che ha assistito all’assemblea tenuta in Brasile ha detto: “I fratelli hanno mostrato un amore e un’ospitalità così straordinari che mi hanno toccato nel profondo. Si è stabilito con loro un legame così stretto che mi pareva di essere in famiglia”.
Un altro delegato presente all’assemblea speciale di Hong Kong ha detto: “È stato commovente vedere i delegati che, con i visi raggianti di gioia e gli occhi pieni di lacrime, stringevano al petto le nuove pubblicazioni bibliche in mandarino”.
Ogni anno i Testimoni di Geova organizzano in varie parti del mondo assemblee a cui partecipano milioni di persone.

I presenti alle assemblee si trovano immersi in un’atmosfera di vera fratellanza, caratterizzata da amore, gioia e pace. Ciò è particolarmente evidente alle assemblee speciali e a quelle internazionali. In queste occasioni, tra una sessione e l’altra, i delegati conversano allegramente e mangiano insieme, si fanno regalini, si scambiano dati per tenersi in contatto, scattano foto e si abbracciano con affetto.
Tutti possono assistere alle nostre assemblee, anche coloro che non sono testimoni di Geova.

venerdì 14 giugno 2013

Assemblea dei Testimoni di Geova dell’Abruzzo in lingua romena

Assemblea dei Testimoni di Geova dell’Abruzzo in lingua romena

Il tema del congresso è “La Parola di Dio è verità!” (Cuvântul lui Dumnezeu este adevărul!)  Sono attesi circa 2500 delegati provenienti dal centro e dal sud Italia.
Tra i delegati ci saranno circa 250 Testimoni di Geova provenienti dalle congregazioni e dai gruppi in lingua romena dell’Abruzzo.
Romeni, moldoveni, rom e italiani (che hanno imparato la lingua romena) assisteranno tutti insieme al programma nel segno dell’integrazione e della fratellanza spirituale. Nel corso del programma saranno presentati due drammi basati su episodi narrati nella Bibbia i quali vorranno evidenziare aspetti pratici per i nostri giorni. L’ingresso è libero, non si fanno collette.

Da  cityrumors.it

giovedì 13 giugno 2013

Nuova Sala del Regno dei testimoni di Geova a Manfredonia

Manfredonia, inaugurazione nuovo luogo di culto Testimoni di Geova



Manfredonia – DOMENICA 16 giugno alle ore 10.00 si inaugura a Manfredonia un nuovo luogo di culto dei testimoni di Geova, chiamato “Sala del Regno”, e situato in via Messapia insula C/9. Il programma di inaugurazione prevede un discorso ufficiale che sarà pronunciato da Giorgio Caminiti ministro itinerante dei testimoni di Geova. I Testimoni hanno interamente autofinanziato l’opera di costruzione mediante offerte volontarie e hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. Hanno partecipato ai lavori uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no. Complessivamente oltre 153 volontari hanno dato il loro contributo. In alcuni giorni festivi un massimo di 46 Testimoni d’ogni età lavoravano insieme con operosità e ordine. Durante la cerimonia di inaugurazione saranno intervistati alcuni di questi volontari che illustreranno ai presenti vari lavori eseguiti e il generoso impegno di tutti i testimoni che vi hanno partecipato.
La costruzione ha richiesto circa due anni e si estende su un unico livello, con una capienza di circa 90 posti. La struttura include un piccolo appartamento per il custode ed un parcheggio che può ospitare circa 50 macchine. Questa nuova costruzione va ad aggiungersi ad altre due Sale del Regno adiacenti alla stessa, che sono state inaugurate nel 2002. Il centro verrà utilizzato da una delle cinque comunità esistenti a Manfredonia che vi si radunerà due volte la settimana per essere istruiti, alla luce dei principi biblici, sui valori della famiglia, della morale e del rispetto cristiano. Chiunque lo vorrà potrà assistere alle funzioni liberamente; l’ingresso è aperto al pubblico e non si dovranno pagare somme di denaro per l’accesso.
La nuova Sala del Regno diventerà anche un punto di riferimento per organizzare l’opera di evangelizzazione dei Testimoni che reca benefici all’intera collettività. Infatti, grazie all’insegnamento dei valori cristiani impartito dai Testimoni, varie persone sono uscite dal tunnel della droga e altri hanno abbandonato stili di vita abbietti oppure salvato il proprio matrimonio in crisi.
Il centro ospiterà anche la celebrazione di matrimoni validi a tutti gli effetti civili in quanto esistono ministri di culto dei testimoni di Geova autorizzati dallo stato italiano a tale scopo, in virtù del riconoscimento legale come confessione religiosa concesso dallo Stato italiano.
A livello nazionale, la confessione conta oltre 365.000 associati, tra Testimoni e simpatizzanti. Nel mondo i Testimoni sono oltre 7.500.000 e circa 8.500.000 i simpatizzanti.

Da  statoquotidiano.it

venerdì 7 giugno 2013

Guiglia inaugura un nuova Sala del Regno

Nel week end inaugura a Guiglia un nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

geova-guiglia

Sabato 8 e domenica 9 giugno si inaugura a Guiglia un nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova. La Sala del Regno si trova in via Pieve di Trebbio n° 637 (strada a destra dopo Monteorsello e prima di Rocca Malatina). Nel pomeriggio di sabato 8 sarà aperta per essere visitata da tutti coloro che lo desiderano. Il programma di domenica 9 prevede un discorso ufficiale che sarà pronunciato alle ore 9.45 da Luciano Nencini, ministro di culto dei Testimoni di Geova.
Salgono così a 19 le Sale del Regno presenti nella provincia di Modena, con 37 congregazioni o comunità che vi si radunano a turno. Lo studio della Sacra Bibbia si svolge in una decina di lingue. Le prime adunanze dei Testimoni dopo la seconda guerra mondiale si tennero nella zona di Montese in case private e poi in un locale in frazione Maserno. Il primo luogo di riunione a Modena fu aperto nel 1957. Ora in città e provincia ci sono circa 3.000 Testimoni evangelizzatori di porta in porta e migliaia di simpatizzanti.
I Testimoni hanno interamente autofinanziato la costruzione mediante offerte volontarie e donando il loro tempo per i lavori. Hanno partecipato uomini e donne, giovani e anziani, specializzati e no. Complessivamente circa 90 volontari hanno dato il loro contributo. In alcuni giorni festivi almeno 33 Testimoni hanno lavorato insieme con operosità e ordine. Durante l’inaugurazione saranno intervistati alcuni dei volontari per illustrare ai presenti i lavori eseguiti.
La costruzione ha richiesto cinque mesi e ha una capienza di novanta posti a sedere. Comprende anche una biblioteca. Il centro sarà utilizzato due volte la settimana (giovedì sera e domenica pomeriggio) da Testimoni e simpatizzanti dei comuni di Guiglia e Zocca. Le riunioni istruiranno, alla luce dei principi biblici, sui valori della famiglia, della morale e del rispetto cristiano. L’ingresso è libero.
La nuova Sala del Regno diventerà anche un punto di riferimento dei Testimoni per organizzare l’opera di evangelizzazione che reca benefici all’intera comunità. Grazie all’applicazione degli insegnamenti biblici, varie persone sono uscite dal tunnel della droga o di altri vizi, oppure hanno migliorato il loro matrimonio.
Il centro ospiterà anche la celebrazione di matrimoni validi a tutti gli effetti civili in quanto esistono ministri di culto dei Testimoni di Geova autorizzati a tale scopo, in virtù del riconoscimento legale concesso dallo Stato italiano come confessione religiosa.
A livello nazionale, ci sono oltre 400.000 associati, fra Testimoni e simpatizzanti.

Da  modena2000.it

lunedì 20 maggio 2013

I Testimoni di Geova inaugurano una nuova Sala del Regno

Inaugurato un nuovo luogo di culto a Garbagnate Milanese



Garbagnate Milanese. Sabato 18 maggio 2013 alle ore 16.00, si è inaugurato a Garbagnate Milanese un nuovo luogo di culto dei testimoni di Geova, chiamato "Sala del Regno", e situato in via Monviso a Garbagnate Milanese. In mattinata i sindaci di Garbagnate Milanese e Cesate hanno visitato i locali apprezzandone la semplicità e la funzionalità.

Il programma di inaugurazione ha previsto un discorso ufficiale che è stato pronunciato dal sig. Greg Cicciù della sede centrale di Roma. Il primo centro della zona fu aperto nei primi anni settanta, ed utilizzato da un piccolo gruppo. Ora a Garbagnate ci sono oltre 300 testimoni di Geova e circa 200 simpatizzanti.
I Testimoni hanno interamente autofinanziato l'opera di costruzione mediante offerte volontarie e hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. Hanno partecipato ai lavori uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no. Complessivamente oltre 500 volontari hanno dato il loro contributo. In alcuni giorni festivi un massimo di circa 100 Testimoni di ogni età lavoravano insieme con operosità e ordine. Durante la cerimonia di inaugurazione sono stati intervistati alcuni di questi volontari che hanno ripercorso la storia dei testimoni locali degli ultimi quarant'anni e illustrato ai presenti le varie fasi dei lavori realizzati, sottolineando il generoso impegno di tutti i Testimoni che vi hanno partecipato.
La costruzione ha richiesto nove mesi e si sviluppa su un unico livello, con una capienza di circa 150 posti. La parte principale è costituita dalla sala a navata unica, che ospita gli incontri e le conferenze, ci sono poi sale minori e un locale attrezzato per la biblioteca. Il centro verrà utilizzato da 3 Comunità che vi si raduneranno a turno due volte la settimana, e che provengono da Garbagnate Milanese, Caronno Pertusella e Cesate.. In totale circa 500 persone, fra Testimoni e simpatizzanti della zona, avranno ora la possibilità di riunirsi in questo locale per essere istruiti, alla luce dei principi biblici, sui valori della famiglia, della morale e del rispetto cristiano.
Chiunque lo vorrà potrà assistere alle funzioni liberamente; l'ingresso è aperto al pubblico e non si dovranno pagare somme di denaro per l'accesso.
Il valore socialmente utile dei contenuti presentati in questi incontri è confermato anche da altre iniziative particolari: I Testimoni organizzano abitualmente convegni che dimostrano il potere migliorativo del messaggio cristiano nei confronti di detenuti, tossicodipendenti, prostitute, e di tutti coloro che hanno il desiderio di migliorare la propria vita; molta attenzione viene dedicata anche alle problematiche degli adolescenti.
La nuova Sala del Regno diventerà anche un punto di riferimento per organizzare l'opera di evangelizzazione dei Testimoni che reca benefici all'intera collettività. Infatti, grazie all'insegnamento dei valori cristiani impartito dai Testimoni, molte persone sono state aiutate ad abbandonare stili di vita abbietti oppure hanno salvato il proprio matrimonio in crisi.
Il centro ospiterà anche la celebrazione di matrimoni validi a tutti gli effetti civili, in quanto esistono ministri di culto dei testimoni di Geova autorizzati dallo Stato italiano a tale scopo, questo in virtù del provvedimento legale che li riconosce quale confessione religiosa.
Tutto ciò può contribuire ad aprire un osservatorio diverso, libero da pregiudizi, sugli oltre 450.000 tra Testimoni di Geova e simpatizzanti presenti in Italia. Nel mondo i Testimoni sono oltre 7.700.000 e circa 11.000.000 i simpatizzanti
Per maggiori informazioni consultate il sito ufficiale Testimoni Geova: www.jw.org/it

da  milanotoday.it

martedì 26 febbraio 2013

Trapianti senza trasfusione!

Usa, i primi trapianti senza trasfusione

Attraverso tecniche specifiche e innovative, permetterà ai Testimoni di Geova di operarsi

foto Afp
 
La nuova sfida medica portata avanti dai chirurghi statunitensi è effettuare trapianti d'organo senza trasfusioni. Una nuova tecnica che potrebbe essere usata sia per pazienti che le rifiutano per motivi religiosi come i Testimoni di Geova, sia per rendere gli interventi più sicuri per tutti i pazienti. L'ultimo caso è quello di una donna di 69 anni, Rebecca Tomczak, testimone di Geova, cui è stato trapiantato un polmone senza trasfusioni presso l'Ospedale Metodista di Houston.
Non è il primo caso - A eseguire l'intervento è stato il chirurgo Scott Scheinin, convinto che le trasfusioni spesso pongono dei rischi non necessari e che dovrebbero essere evitate quando possibile, anche in casi complicati. Scheinin ha iniziato a provare dal 2009 questi interventi su 10 pazienti, con buoni risultati, e vorrebbe operare senza trasfusioni, o limitandole, tutti i pazienti, indipendentemente dalla religione.

I benefici - I dati indicano che una ogni 400 unità trasfuse è legata a eventi avversi, come reazioni allergiche, sepsi o sovraccarico circolatorio, senza contare i costi a livello economico. Un trapianto senza trasfusioni costa il 30 per cento in meno.

Aperture dai Testimoni di Geova - Per le trasfusioni di sangue, la Chiesa dei Testimoni di Geova ha dichiarato nel 2000 che sta ai suoi membri decidere se accettare frazioni di sangue, come i fattori di coagulazione estratti dal plasma, le proteine sintetiche che stimolano la produzione di globuli rossi o usare tecniche meccaniche per conservare e salvare il sangue.

La procedura - In questo caso, la donna ha consentito a queste tecniche, e prima dell'intervento, i medici hanno le hanno iniettato dosi di ferro in endovena e un farmaco che stimola la produzione di globuli rossi. Inoltre hanno impiegato delle procedure chirurgiche per raccogliere e far ri-affluire il sangue nella paziente dalla vena giugulare.

Il recupero non è stato senza problemi ma alla fine gli esami hanno rilevato che il polmone funzionava in modo corretto senza rischi di rigetto.
 
Da  tgcom24.mediaset.it

sabato 19 gennaio 2013

No alle trasfusioni se i testimoni di Geova non sono consenzienti

Il Tribunale: no alle trasfusioni se i testimoni di Geova non sono consenzienti

no trasfusioni testimoni di geova-

18 gennaio 2013- Il Gip del Tribunale di Torino, Luisa Ferracane, ha deciso "A cagione di un dissenso pieno, libero e dunque valido, espresso più volte dal paziente, i medici intervenuti non avevano più il dovere giuridico di intervenire, perso con il venir meno della posizione di garanzia che l'ordinamento attribuisce loro, ma solo nei limiti dell'Articolo 32 della Costituzione: disposizione che da un lato costituisce norma di legittimazione del trattamento sanitario ma che, d'altro canto, sancisce il diritto assoluto del paziente di rifiutare le cure".
Il caso è quello di un Testimone di Geova che si oppose per venti volte ad una trasfusione, pur essendo in pericolo di vita. Un operaio ricoverato nel 2006 al Maria Vittoria a seguito di un grave infortunio sul lavoro e perse la mano per aver ritardato le trasfusione, poi praticate coattivamente da due medici. Medici denunciati per violenza privata e procurato stato di incapacità, avevano sedato il paziente .
Il Gip premette "Non deve essere negato che i sanitari sono stati animati dalla volontà di salvare il paziente da una morte ritenuta imminente", va sottolineato che i medici prima di intervenire si rivolsero alla procura della Repubblica che indicò la necessità di intervenire.
Per il Gip "il libero arbitrio del paziente è dettato dalla Costituzione" però invoca un intervento legislativo a favore dell'intervento medico arbitrario.

Da articolotre.com 

martedì 18 settembre 2012

I DIRITTI SONO UGUALI PER TUTTI?

Presto l'8 per mille anche ad induisti e buddisti

Prosegue l'iter parlamentare per il riconoscimento ufficiale delle varie religioni da parte dello Stato. Dopo ortodossi, apostolici e mormoni, presto anche per induisti e buddisti arriverà il via libera del Parlamento.

Presto l'8 per mille anche ad induisti e buddisti.

Lo Stato italiano si prepara a regolarizzare i rapporti con tutte le confessioni religiose presenti nel nostro Paese e in queste settimane grandi passi avanti sono stati fatti nell'iter per il riconoscimento ufficiale di alcune religioni e la loro ammissione nella ripartizione dei fondi dell'otto per mille. Se a fine agosto il via libera del Parlamento è arrivato per ortodossi, apostolici e mormoni a breve si attende la ratifica delle intese anche per buddisti e induisti, per poi analizzare l'accordo con i testimoni di Geova. In questo modo si cerca di regolarizzare numerose realtà e comunità religiose presenti in Italia, che da tempo chiedevano un riconoscimento ufficiale da parte dello Stato. Se l'Unione Induista Italiana aveva presentato i propri documenti necessari nel 2007, l'Unione Buddista Italiana attende addirittura dal 2000 il completamento definitivo dell'iter burocratico. Dopo il sì del Senato, per queste due comunità ora si attende l'approvazione della Camera ma le cose sembrano ormai fatte.
Più problematico invece appare il riconoscimento ufficiale per i testimoni di Geova che dovranno spiegare le loro posizioni su alcuni temi durate una prossima audizione davanti alla commissione affari costituzionali del Senato. Il problema principale per tutte le confessioni infatti è quello di rispettare i dettami costituzionali, punto sul quale i parlamentari hanno avuto delle riserve sui testimoni di Geova. Ancora più lontana appare l'intesa con i musulmani visto che l'iter non è neanche iniziato anche a causa della mancanza di un interlocutore unico per le tante realtà del mondo islamico.
Dopo questi riconoscimenti si apre una nuova fase dell'otto per mille dell'IRPEF, che per forza di cose vedrà una riduzione degli importi complessivi per ogni confessione. Sul piatto infatti non solo le scelte espresse dai fedeli che fino ad ora non avevano la possibilità di poter destinare la quota alla propria Chiesa, ma anche la ripartizione del gettito fiscale di chi non effettua una scelta. Dunque dalla prossima dichiarazione dei redditi anche battisti, apostolici e ortodossi concorreranno alla ripartizione del fondi dell'8 per mille, mentre i mormoni, che ne avrebbero diritto dal 2013, hanno già rinunciato unilateralmente a partecipare alla ripartizione dei fondi.

Da fanpage.it

I DIRITTI SONO UGUALI PER TUTTI?

sabato 15 settembre 2012

Benedetto XVI: "Il vero credente non uccide"

Quello che Dicono ......

 Benedetto XVI: "Il vero credente non uccide"

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Giovani donne libanesi attendono il Papa
Giovani donne libanesi attendono il Papa

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il pontefice al palazzo presidenziale di Beirut, accolto dal capo dello Stato Michel Suleiman e dalla sua consorte


Una serie di incontri politici e istituzionali e un incontro con i giovani mediorientali nel pomeriggio caratterizzano, infatti, la seconda giornata di Benedetto XVI in Libano, in occasione del 24° viaggio internazionale del pontificato. Dopo il pranzo nel patriarcato cattolico di Cilicia degli Armeni con i patriarchi e vescovi del Libano, Benedetto XVI, trasferitosi a Bkerke, incontrerà i giovani del Libano e del Medio oriente.

Migliaia di persone si sono schierate fin dal primo mattino a Beirut con bandiere libanesi e del Vaticano per salutare Benedetto XVI, che alle 9 e 30 ha lasciato la sede della Nunziatura apostolica a Harissa, a nord della capitale, per raggiungere il palazzo presidenziale a Baabda.

Era stato lo stesso presidente, il cattolico maronita Michel Sleiman, che ha ricevuto il Pontefice, a chiedere ieri ai cittadini di scendere in strada per accogliere il Papa. Per la visita di Benedetto XVI quella di oggi in Libano è stata dichiarata festa nazionale. A Baabda, oltre al presidente, il Papa ha avuto colloqui con le altre cariche dello Stato e con i leader delle comunità musulmane.

Il Papa ha piantato un cedro del Libano, simbolo del paese, insieme al presidente libanese Michel Suleiman nel giardino del palazzo presidenziale di Baabda. La breve cerimonia si è svolta prima che Benedetto XVI pronunciasse
un discorso sulla pace ai rappresentanti politici, intellettuali e religiosi del Libano nel 'Salone 25 maggio' (data del ritiro di Israele dopo la guerra del 2000) del palazzo presidenziale di Baabda. Benedetto XVI è entrato nel salone tra gli applausi sullo sfondo di musica di Mozart.

E nel Medio Oriente in fiamme, Benedetto XVI invoca "azioni di collaborazione e un vero dialogo per costruire una nuova maniera di vivere insieme".  "Un vero credente non può dare la morte, bisogna bandire ogni violenza verbale e fisica"; "Unità non è uniformità, convivere è possibile. La libertà religiosa è indispensabile alla pace" ed "Educare alla pace crea una nuova atmosfera di rispetto. Se vogliamo la pace, difendiamo la vita. L'amore vinca l'odio", le frasi fondamentali del discorso di Ratzinger.

Da lastampa.it

Quello che Fanno ......


Pio IX benedice le truppe ai Campi di Annibale nel 1868.Lo stato Maggiore del Papa era composto di otto generali.


UN PRETE BENEDICE LE ARMI




aprile 1870 : ultima benedizione del Papa alle truppe pontifice

A CIASCUNO LE CONCLUSIONI!!

lunedì 16 gennaio 2012

L’Olocausto in parole e musica a Provaglio d’Iseo


L’Olocausto in parole e musica a Provaglio d’Iseo


Si intitola “Se il cielo fosse bianco di carta” la performance narrativo/musicale in programma venerdì 27 gennaio, al Cinema Teatro Pax (ore 21)organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Provaglio d’Iseo (Brescia), dalla Biblioteca Civica “Beppe Fenoglio” e dall’A.N.P.I. sezione “Enrico Turla” per celebrare il “Giorno della memoria” in ricordo delle vittime dell’Olocausto.
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo (nazismo) e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
In occasione della giornata commemorativa, l’Assessorato alla Cultura del Comune e la Biblioteca Civica “Beppe Fenoglio”, intendono proporre lo spettacolo “Se il cielo fosse bianco di carta”, performance narrativo/musicale che prende il nome dalla lettera di Chaim, un giovane prigioniero del campo di Pustkòv. In un’ora e mezza si ripercorrerà la vicenda dell’Olocausto dando voce sia a chi ne fu triste protagonista, ovvero il popolo ebreo, sia alle minoranze discriminate, quali ad esempio omosessuali, zingari, Testimoni di Geova e oppositori politici. Ciò avviene grazie a un suggestivo incontro tra documentazioni e memorie testuali, sonore e uditive. Testuali come lettere, poesie, racconti, sonore come brani d’autore, brani tradizionali e trasposizioni in musica di invocazioni e preghiere, uditive come interviste ed estratti di film. Un viaggio intenso attraverso le vicende che dal 1938 al 1945 hanno coinvolto soprattutto l’Europa, portando allo sterminio di milioni e milioni di persone.
“Cose del genere non si possono raccontare, si possono solo subire”: così Philip Mechanicus disse a Elly Hillesum nel periodo trascorso insieme nel campo di smistamento di Westerbork, in Olanda, fra il 1942 e il 1943. Queste e altre toccanti testimonianze sono alla base della performance del gruppo MADN acoustic composto da Claudia Martinelli: voce, chitarre e percussioni Dario Palini: pianoforte, Luca Ragni: voce, chitarre e percussioni, Chiara Ziliani: voce e percussioni.
Il momento di narrazione di fatti e di riflessione collettiva che permetterà di conservare la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia d’Europa, è affidato a Davide Colosio, attore e voce narrante del gruppo. La sezione Anpi “E. Turla” di Provaglio allestirà nell’atrio della sala cinematografica una piccola esposizione di immagini e documenti per introdurre lo spettacolo. L’allestimento affianca a testi e immagini dei crimini compiuti dai nazi – fascisti durante la seconda guerra mondiale (riferiti in particolare ai Campi di concentramento e di sterminio), testi e immagini dei giorni nostri riferiti a gruppi e individui che si dichiarano nazisti e fascisti esaltando le persecuzioni e i massacri perpetrati da Hitler e Mussolini. “Anche quest’anno”, ha spiegato l’assessore alla Cultura Damiano Delledonne, “il 27 gennaio, nel giorno dell’anniversario della liberazione di Aushwitz, ricordiamo l’Olocausto del popolo ebraico e di tutti gli altri gruppi perseguitati (omosessuali, oppositori politici, Rom, Sinti, zingari, testimoni di Geova, pentecostali, malati di mente, portatori di handicap,…). A fronte di tutto ciò è importante che, seppur a distanza di decenni, non si perda memoria di quanto accaduto affinché non accada più e ci si interroghi su quello che è successo”. L’appuntamento ad ingresso libero è per venerdì 27 gennaio alle 21 presso il Cinema Teatro Pax.

da quibrescia.it

venerdì 13 gennaio 2012

Isernia, nuova Sala del Regno

SI INAUGURA A ISERNIA UN NUOVO LUOGO DI CULTO DEI TESTIMONI DI GEOVA

ISERNIA – Domenica 15 Gennaio, alle ore 16, si inaugura a Isernia un nuovo luogo di culto dei testimoni di Geova, chiamato “Sala del Regno”, e situato in Contrada Rio, nei pressi della caserma dei Vigili del Fuoco. Il programma di inaugurazione prevede un discorso ufficiale che sarà pronunciato da Carlo Candelaresi, ministro viaggiante dei testimoni di Geova. Attualmente i centri di culto presenti nella provincia di Isernia sono tre, con cinque congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno. Il primo centro nella città di Isernia fu aperto in Corso Marcelli nei primi anni ‘70, ed era utilizzato da un piccolo gruppo. Ora nell’intera provincia ci sono oltre 350 evangelizzatori di porta in porta dei testimoni di Geova e circa 300 simpatizzanti. I Testimoni hanno interamente autofinanziato l’opera di costruzione mediante offerte volontarie e hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. Hanno partecipato ai lavori uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no. Complessivamente oltre 380 volontari hanno dato il loro contributo. In alcuni giorni festivi un massimo di 60 Testimoni d’ogni età lavoravano insieme con operosità e ordine. Durante la cerimonia di inaugurazione, riservata agli invitati, saranno anche proiettate immagini che illustreranno ai presenti le varie fasi dei lavori eseguiti e il generoso impegno di tutti i Testimoni che vi hanno partecipato. La costruzione ha richiesto 10 mesi ed è costituita da una sala principale, con una capienza di circa 150 posti, una sala minore e il locale che ospita la biblioteca. Il centro verrà utilizzato da tre comunità e da un gruppo di lingua romena che vi si raduneranno a turno due volte alla settimana, e che provengono principalmente oltre che da Isernia anche da Venafro e Colli al Volturno. In totale circa 300 persone, fra Testimoni e simpatizzanti, della zona avranno ora la possibilità di riunirsi in questo locale per essere istruiti, alla luce dei princìpi biblici, sui valori della famiglia, della morale e del rispetto cristiano. Chiunque lo vorrà potrà assistere alle funzioni liberamente; l’ingresso è aperto al pubblico e non si dovranno pagare somme di denaro per l’accesso. La nuova Sala del Regno diventerà anche un punto di riferimento per organizzare l’opera di evangelizzazione dei Testimoni che reca benefici all’intera collettività. Infatti, grazie all’insegnamento dei valori cristiani impartito dai Testimoni, varie persone sono uscite dal tunnel della droga e altri hanno abbandonato stili di vita abbietti oppure hanno salvato il proprio matrimonio in crisi. Il centro ospiterà anche la celebrazione di matrimoni validi a tutti gli effetti civili in quanto esistono ministri di culto dei testimoni di Geova autorizzati dallo Stato italiano a tale scopo, in virtù del riconoscimento legale come confessione religiosa concesso loro dallo Stato italiano. A livello nazionale, la confessione conta oltre 460.000 associati, tra Testimoni e simpatizzanti. Nel mondo i Testimoni sono oltre 7,5 milioni e i simpatizzanti circa 11,5 milioni.

da molisenews.net

lunedì 9 gennaio 2012

L'Armata Russa e La Fenice
Un'inedita New York

Lunedì 09 gennaio 2012


Deportati mai più
Cinque incontri tematici, cinque seminari con proiezione di diapositive in power point sul tema della deportazione nei lager nazisti e lo sterminio delle comunità ebraiche europee. “Per ignota destinazione” è il titolo del ciclo di appuntamenti promosso dalla Città di Torino e le Biblioteche civiche torinesi, condotto da Claudio Vercelli nei locali della biblioteca civica D’Annunzio in via Saccarelli 18 per contestualizzare, in un’ottica di storia europea, il significato civile e culturale ai giorni nostri dell’Olocausto e della storia delle deportazioni nei lager nazisti (nella foto, la scritta nel campo di concentramento di Sachsenhausen). Si comincia oggi, dalle 17 alle 19 con la lezione “Il contesto: deportazioni, esodi, trasferimenti forzati di popolazioni nell’Europa e nel Mediterraneo della prima metà del Novecento”. A seguire, nei prossimi lunedì: “Il progetto: cos’era il nuovo ordine europeo nazista e quali erano le concrete intenzioni legate alla germanizzazione e alla arianizzazione del Continente” il 16 gennaio; “La prassi: le persecuzioni, le deportazioni e lo sterminio nel Terzo Reich. Dalle detenzioni amministrative all’assassinio di massa tra il 1933 e il 1945” il 30 gennaio; lunedì 6 febbraio “Uno studio di caso: le peculiarità delle singole deportazioni, da quelle politiche a quella razziale, e la vicenda dei testimoni di Geova imprigionati nei Lager tedeschi” e infine, il 13 febbraio “La memoria e la negazione della storia: revisionismo, riduzionismo, negazioni e politiche della memoria. Come si può costruire un ricordo condiviso di quel passato?”. Info             011/4439350      .

da Repubblica.it

lunedì 17 ottobre 2011

I testimoni di Geova restano a secco di contributi ad Arcore per malinteso legislativo

I testimoni di Geova restano a secco di contributi ad Arcore per malinteso legislativo



 
Lunedì 17 Ottobre 2011

testimonidigeova-arcore-mbEpisodio strano, ma giustificato. Ha fatto discutere nei giorni scorsi la decisione del comune di Arcore di non assegnare ai testimoni di Geova i contributi destinati alle associazioni religiose che intendono effettuare interventi sui propri edifici di culto. Ha fatto discutere anche alla luce del via libera per il finanziamento alla parrocchia della Regina del Rosario, ma l’amministrazione è certa di aver fatto tutto secondo norma.
L’intenzione dei testimoni di Geova era quella di ristrutturare la propria sede di via Isonzo, di fronte ai giardinetti pubblici della biblioteca. Ma l’Associazione Studenti biblici della Brianza, questo il nome del gruppo religioso, si è vista negare la possibilità di ricevere i fondi che secondo una legge regionale del 2005 sarebbero destinati alle confessioni religiose: nella fattispecie l’8% delle somme riscosse per oneri di urbanizzazione. Nessuna discriminazione però: il divieto deriva da una mancanza in termini di legge. La normativa prevede infatti che i finanziamenti vengano forniti solo in seguito alla firma di una convenzione tra comune ed confessione religiosa che attesti l’incidenza sociale della comunità di fede. Niente convenzione, niente soldi. Tuttavia la soluzione sembra essere vicina: basterà infatti seguire i passi previsti dalla legge per poter accedere ai tanto desiderati fondi per rifare il look alla Sala del Regno.
Discorso diverso invece per la parrocchia Regina del Rosario: qui il patto c’è, e si può quindi procedere ai lavori di manutenzione della chiesa e dell’oratorio. Costo dell’operazione: 34 mila euro, che arriveranno direttamente dalle casse del comune di Arcore.

In foto al sede dei testimoni di Geova ad Arcore

mbnews.it

giovedì 25 agosto 2011

Palermo, prelievo multiorgano da donatrice testimone di Geova

Palermo, prelievo multiorgano da donatrice testimone di Geova

Palermo, 25 ago. - Prelievo di organi ieri agli Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo. I medici della Neuro rianimazione, diretta da Paolino Savatteri, hanno prelevato il fegato, i reni e le cornee da una paziente di 56 anni, D.E., testimone di Geova, ricoverata nel reparto di Neuro rianimazione dal 23 agosto per emorragia cerebrale. Dopo 6 ore di osservazione ne e' stata accertata la morte cerebrale ed e' iniziato il prelievo nella sala operatoria del centro prelievi del Trauma Center del nosocomio da parte degli anestesisti Paolino Savatteri, Innocenza Pernice, Antonino Pizzuto e gli infermieri Vita Apparia e Giuseppe Zaffuto. Il fegato sara' trapiantato dai chirurghi dell'Ismett, i reni sono stati donati all'ospedale Civico di Palermo e al policlinico di Catania mentre le cornee saranno custodite nella Banca delle Cornee degli Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello rimanendo cosi' nel circuito siciliano. La donatrice era testimone di Geova: da qui la particolarita' del prelievo multiorgano. Per i testimoni di Geova, infatti, la donazione e' questione di coscienza individuale fatto salvo che tutti gli organi e i tessuti devono essere completamente privi di sangue. Quello di ieri e' stato il quarto prelievo multiorgano effettuato nel 2011 su 9 osservazioni. L'anno scorso sono stati effettuati 6 prelievi su 15 osservazioni.

lunedì 22 agosto 2011

"Così abbiamo salvato nove vite in una settimana" "abbiamo già operato sette testimoni di Geova"

"Così abbiamo salvato nove vite in una settimana"

L'intervista al professor Filipponi sul record del centro Trapianti di fegato di Ferragosto

Medici (Foto Ansa)
Pisa, 19 agosto 2011 - UN FIORENTINO trapiantato a Pisa. E’ il professor Franco Filipponi che dirige il Centro trapianti di fegato dell’Azienda ospedaliera universitaria. Un centro da record: soltanto nella settimana di ferragosto ha eseguito ben nove operazioni che hanno ridato la vita ad altrettante persone.
Un’eccezione?
«Ogni tanto si creano grappoli di donatori. Una situazione simile si era verificata già nel 2008. Ma numeri alti si sono avuti anche l’anno successivo. L’andamento delle donazioni non è prevedibile. Fondamentale, dunque, è riuscire a sfruttare la disponibilità. Così il sistema dà ottimi risultati».
In un periodo di grande crisi, di tagli al settore e di ferie. Qual è il segreto?
«Organizzazione, ma anche consapevolezza che chi lavora in questa struttura, lo fa in un centro di eccellenza la cui storia è iniziata nel 1996, quando è arrivata l’autorizzazione al trapianto di fegato. Ci sono stati poi anni di alti e bassi dovuti proprio al flusso delle donazioni. Nel 2004, tutto è diventato più stabile grazie all’Organizzazione toscana trapianti».
Insomma, in mezzo a tanti casi di malasanità, l’eccellenza si fa notare.
«In effetti, l’Aoup è all’avanguardia e il centro, che è in grado di paragonarsi con l’Europa, meriterebbe maggiore attenzione».
Più attenzione dalla sanità regionale?
«Sì, perché il lavoro è impegnativo: la struttura non chiude mai, è aperta 24 ore su 24. Basti pensare che l’equipe che ha lavorato agli ultimi interventi tra personale medico, infermieristico e di supporto, è formata da oltre 100 persone. Tutte con una forte motivazione».
Lei è nato nella città del Rinascimento, si è formato a Parigi e oggi opera a Pisa. Come vede il rapporto tra le realtà toscane?
«Un po’ di campanilismo è inevitabile. Ma la Toscana ha una fortuna inestimabile. Gli anni ’90 erano caratterizzati dagli italiani che emigravano in cerca di un trapianto in Europa. Ora non è più così. Siamo un punto di riferimento extraregione: tant’è che i nostri pazienti arrivano per metà fuori dai confini regionali. Ma la collaborazione con tutte le aziende toscane è ottimale».
Già, i vostri ‘clienti’, chi sono?
«Per lo più uomini: la degenza media è di 15 giorni».
Quanto devono aspettare, prima?
«Quello pisano è il primo centro in Italia per i tempi di lista di attesa medi (4 mesi). Subito dopo, viene Torino con due mesi in più».
E i donatori?
«Sono quasi tutti toscani. La capacità di donazione delle nostre Rianimazioni è molto elevata: grazie ai nostri colleghi ma anche ai familiari di chi dona».
Com’è il presente del settore?
«Da 3-4 anni, i trapiantanti non ricevono sangue. Per questo, nell’ultimo bienno, abbiamo già operato sette testimoni di Geova».
Il futuro?
«Si guarda alle staminali del fegato, ma si tratta ancora di una speranza. Il trapianto da vivente, di fatto, è ancora eccezionale. L’obiettivo, al momento, è la compatibilità facendo sempre più attenzione alla difficilissima attività di selezione del donatore»

venerdì 5 agosto 2011

Testimone di Geova rifiuta farmaci, magistrato le da' l'assenso assenso


Testimone di Geova rifiuta farmaci, magistrato le da' l'assenso assenso

La donna, di 48 anni, ha gia' rifiutato tracheotomia e trasfusione

Chiede al giudice il permesso di non utilizzare, in caso di necessità, i farmaci e il magistrato l'accontenta. Protagonista della storia che sta suscitando clamore nel mondo sanitario e civile del Veneto una trevigiana di 48 anni, testimone di Geova, che dal giudice tutelare di Treviso Clarice di Tullio ha ricevuto il permesso, e con lei il marito, di non utilizzare farmaci salvavita. La paziente, come indica il Gazzettino, avrebbe già rifiutato tracheotomia e trasfusione, da quanto si è appreso, non sarebbe al momento in immediato pericolo di vita. Le sue disposizioni restano tuttavia chiare: "non voglio che la mia vita venga prolungata - avrebbe detto la donna - se i medici sono ragionevolmente certi che le mie condizioni sono senza speranza".

E' ritenuto un decreto 'choc' quello firmato nel gennaio scorso dal giudice tutelare di Treviso Clarice di Tullio per permettere a una paziente di rifiutare le cure destinate alla sua grave malattia degenerativa. Il marito della donna è stato nominato amministratore di sostegno. Il decreto arriva in un momento in cui la legge sul biotestamento, già votato dalla Camera, è in dirittura d'arrivo. Se anche il Senato approverà il testo, la decisione del giudice di Treviso potrebbe essere ininfluente: la tutela della paziente sarebbe infatti solo ed esclusivamente del medico curante.

E' ritenuto un decreto 'choc' quello firmato nel gennaio scorso dal giudice tutelare di Treviso Clarice di Tullio per permettere a una paziente di rifiutare le cure destinate alla sua grave malattia degenerativa. Il marito della donna è stato nominato amministratore di sostegno. Il decreto arriva in un momento in cui la legge sul biotestamento, già votato dalla Camera, è in dirittura d'arrivo. Se anche il Senato approverà il testo, la decisione del giudice di Treviso potrebbe essere ininfluente: la tutela della paziente sarebbe infatti solo ed esclusivamente del medico curante.

BIOTESTAMENTO: ESPERTO, CASO DONNA TREVISO DIMOSTRA LEGGE URGE - Il caso della donna di Treviso testimone di Geova che ha ottenuto dal giudice un decreto che le permette di rifiutare le cure ed i farmaci salvavita destinati alla sua grave malattia degenerativa "rende evidente che una legge sul biotestamento è più che mai necessaria". A sottolinearlo è il bioeticista e membro del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) Francesco D'Agostino.

"Si rende evidente da un caso come questo - commenta l'esperto - che una legge è indispensabile, perché - spiega - non è possibile affidare ai magistrati, che possono legittimamente anche avere opinioni diverse sulla materia, la determinazione ultima di questioni che riguardano la vita umana". Inoltre, il decreto in questione, rileva D'Agostino, "che fa riferimento genericamente a 'farmaci salvavita', dimostra la delicatezza della questione dal momento che la categoria di tali farmaci non è così rigorosa, e dunque anche una semplice aspirina, in determinate condizioni, può diventare un farmaco salvavita". Secondo il bioeticista, dunque, "la verità è che quando questioni che riguardano la vita umana si intrecciano con valutazioni di carattere medico e farmacologico, è giusto che la legge affidi al medico l'assunzione delle decisioni". Per queste ragioni, ribadisce D'Agostino, "credo che una legge sulle situazioni di fine vita sia realmente indispensabile. L'importante - conclude - è fare in modo che non siano i giudici a stabilire criteri vincolanti in situazioni così delicate".

ansa.it