Perché studiare la Bibbia?

Come si svolge uno studio biblico?

Dio ha un nome?

La Bibbia è di origine divina?

Chi è l'Autore della Bibbia?

mercoledì 19 ottobre 2011

Assemblea dei Testimoni di Geova a Caltanissetta

Assemblea dei Testimoni di Geova a Caltanissetta 

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I testimoni di Geova hanno organizzato un'assemblea che avrà per tema "Si compia la volontà di Dio. 

Saranno circa 1500 i Testimoni della zona dei nebrodi che si raduneranno a Caltanissetta per l'assemblea SPECIALE DI UN GIORNO che si terrà sabato 22 OTTOBRRE 2011
Il tema è basata sulla preghiera modello insegnata da Gesù conosciuta come "PADRE NOSTRO" e riportata nel Vangelo di Matteo 6:9-10 quando disse "SIA FATTA LA TUA VOLONTA'".
Il programma aiuterà ciascuno ad agire in armonia con le parole contenute nella preghiera modello. Darà risposta a domande come: Come possiamo comprendere qual è la volontà di Dio per Noi? Come possiamo condurre una vita piena e soddisfacente? Quali sono i vantaggi nel fare la volontà di Dio?         
La mattina di sabato sarà conclusa con un evento molto atteso alle assemblee dei Testimoni di Geova, persone che hanno studiato la Bibbia e che abitano nella zona dei nebrodi simboleggeranno pubblicamente la loro dedicazione a Geova Dio durante la cerimonia del battesimo, per immersione completa in acqua. Il discorso biblico che verrà pronunciato, dimostrerà con le scritture l'importanza di compiere la propria dedicazione a Dio.
Il pubblico è invitato ad assistere. L'ingresso è libero e non si faranno collette.
Ci è molto gradita l'occasione per ringraziarVi sentitamente e inviare molti distinti saluti.

corriereinformazione.it

martedì 18 ottobre 2011

BAGNASCO "BENEDICE" IL NUOVO ATTIVISMO DELLA CHIESA NELLA SOCIETA ..

BAGNASCO "BENEDICE" IL NUOVO ATTIVISMO DELLA CHIESA NELLA SOCIETA ...

(Giovanni 18:33-37)  "E Pilato entrò di nuovo nel palazzo del governatore e, chiamato Gesù, gli disse: “Sei tu il re dei giudei?”  Gesù rispose: “Dici questo da te stesso o te l’hanno detto altri di me?”  Pilato rispose: “Io non sono giudeo, vero? La tua stessa nazione e i capi sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che hai fatto?”  Gesù rispose: “Il mio regno non fa parte di questo mondo. Se il mio regno facesse parte di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai giudei. Ma ora il mio regno non è di qui”. Perciò Pilato gli disse: “Dunque, sei tu re?” Gesù rispose: “Tu stesso dici che io sono re. Per questo sono nato e per questo son venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla parte della verità ascolta la mia voce”.
Queste parole Gesù le rivolse a Ponzio Pilato ed indicano chiaramente che non si impegnò affatto nelle questioni politiche, così come desiderava facessero i suoi discepoli e pregò Geova per tale motivo:
(Giovanni 17:15-19) “Io ti prego, non di toglierli dal mondo, ma di vigilare su di loro a causa del malvagio. 16 Essi non fanno parte del mondo come io non faccio parte del mondo. Santificali per mezzo della verità; la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo. E io mi santifico in loro favore, affinché anche loro siano santificati per mezzo della verità... "
Questo invece è quello che fanno i "cristiani" in netto contrasto da ciò che Gesù e Geova desiderano si faccia!
Ad ognuno di noi le dovute conclusioni!

Il richiamo di Bagnasco: cristiani, siate presenti

“L'assenteismo sociale”, per i cristiani, “è un peccato di omissione”. E la comunità cristiana “deve animare i settori prepolitici nei quali maturano mentalità e si affinano competenze”. Non possono dunque estraniarsi. E anzi partecipare da cittadini. Tanto più che sono "massa critica". Il cardinale Angelo Bagnasco ha aperto un forum di associazioni cristiane a Todi con un intervento importante che mette dei punti fermi nel mondo cristiano. A partire dalla presenza diretta nella vita civile: senza trascinare i cattolici in un partito, ma la partecipazione è non solo doverosa, è – per il presidente della Cei – un dovere per i cristiani, un bene per la società intera.
















unita.it

lunedì 17 ottobre 2011

I testimoni di Geova restano a secco di contributi ad Arcore per malinteso legislativo

I testimoni di Geova restano a secco di contributi ad Arcore per malinteso legislativo



 
Lunedì 17 Ottobre 2011

testimonidigeova-arcore-mbEpisodio strano, ma giustificato. Ha fatto discutere nei giorni scorsi la decisione del comune di Arcore di non assegnare ai testimoni di Geova i contributi destinati alle associazioni religiose che intendono effettuare interventi sui propri edifici di culto. Ha fatto discutere anche alla luce del via libera per il finanziamento alla parrocchia della Regina del Rosario, ma l’amministrazione è certa di aver fatto tutto secondo norma.
L’intenzione dei testimoni di Geova era quella di ristrutturare la propria sede di via Isonzo, di fronte ai giardinetti pubblici della biblioteca. Ma l’Associazione Studenti biblici della Brianza, questo il nome del gruppo religioso, si è vista negare la possibilità di ricevere i fondi che secondo una legge regionale del 2005 sarebbero destinati alle confessioni religiose: nella fattispecie l’8% delle somme riscosse per oneri di urbanizzazione. Nessuna discriminazione però: il divieto deriva da una mancanza in termini di legge. La normativa prevede infatti che i finanziamenti vengano forniti solo in seguito alla firma di una convenzione tra comune ed confessione religiosa che attesti l’incidenza sociale della comunità di fede. Niente convenzione, niente soldi. Tuttavia la soluzione sembra essere vicina: basterà infatti seguire i passi previsti dalla legge per poter accedere ai tanto desiderati fondi per rifare il look alla Sala del Regno.
Discorso diverso invece per la parrocchia Regina del Rosario: qui il patto c’è, e si può quindi procedere ai lavori di manutenzione della chiesa e dell’oratorio. Costo dell’operazione: 34 mila euro, che arriveranno direttamente dalle casse del comune di Arcore.

In foto al sede dei testimoni di Geova ad Arcore

mbnews.it

mercoledì 12 ottobre 2011

ASSEMBLEA DEI TESTIMONI DI GEOVA DEL FRIULI

ASSEMBLEA DEI TESTIMONI DI GEOVA DEL FRIULI

E’ stata indetta una assemblea locale dei testimoni di Geova del Friuli per i giorni di sabato 15 e domenica 16 ottobre 2011

Sono 18 le congregazioni di questo movimento cristiano che compongono la “Circoscrizione Friuli Venezia Giulia 3”, dalle cinque di Udine città, alle altre sparse in tutto il Friuli da Tarvisio a Codroipo. Oltre 1.400 membri attivi e molti interessati si riuniranno presso la Sala Assemblee di Treviso, che è dedicata alle riunioni del nord-est, in Via delle Maleviste a San Vitale di Canizzano.

I testimoni di Geova portano il nome di Dio come è menzionato nei testi antichi della Sacra Bibbia, ossia Geova o Jahve, e ci tengono molto a farlo conoscere. Il tema di questo convegno autunnale, dice il responsabile stampa della riunione, sarà “Sia santificato il tuo nome”, sulla base di quella che è considerata la “preghiera del Padre Nostro”, riportata nel vangelo di Matteo 6:9 che recita: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome”, e su quanto si legge nel profeta Isaia 43:10 “Voi siete i miei testimoni, dice Geova”, o Jahve secondo l’edizione cattolica di Mons. Garofalo.

Tutti gli interventi verteranno sull’importanza di far conoscere il nome di Dio e di avere una condotta che lo onori. Discorsi e dimostrazioni pratiche esorteranno ad essere attenti a non recare biasimo sul nome divino e aiuteranno a capire come e perchè i cristiani devono santificarlo. Particolare rilievo avrà la conferenza pubblica di domenica alle 13,30. L’oratore prenderà spunto dal pensiero scritturale di Rivelazione 16:14,16 (o Apocalisse) per sviluppare il tema: “Geova santificherà il suo grande nome ad Armaghedon”.

I testimoni di Geova colgono l'occasione per invitare il pubblico ad assistere a questa assemblea cristiana. Il programma si svolgerà negli orari di: sabato 9:40 – 16:00 e domenica 9:40 – 15:30. L'ingresso è libero e non si effettuano collette.


Ufficio Stampa Testimoni di Geova
Circoscrizione Friuli Venezia Giulia 3
Veno Canderan - Tel. 3332817083 - email: veno.canderan@alice.it

informazione.it

martedì 11 ottobre 2011

Assemblea dei Testimoni di Geova a Francavilla Angitola

Assemblea dei Testimoni di Geova a Francavilla Angitola

Siamo stati creati per volontà di Geova Dio, sarebbe perciò impossibile realizzare lo scopo della nostra esistenza senza conoscere e fare la sua volontà, Il programma dell’assemblea speciale di un giorno (Domenica 16 Ottobre 2011) aiuterà i presenti ad agire in armonia con le richieste fondamentali contenute nella preghiera modello insegnata da Gesù “Il Padre nostro” che si trova nel vangelo di Matteo 6:9; i discorsi in programma risponderanno a domande: Cos’è importante fare oltre a udire la Parola di Dio? Come possiamo comprendere qual è la volontà di Dio per noi? Perché dobbiamo essere disposti ad aiutare persone di ogni sorta? Come possiamo condurre una vita significativa e soddisfacente? Giovani cosa dovete dimostrare a Geova Dio? Quali ricompense derivano dal fare la volontà di Dio? Perché è urgente incoraggiare altri? — Questi argomenti saranno di grande importanza per tutti gli interessati di lingua Romena che da tutta la Sicilia (Diverse centinaia che risiedano in Sicilia di lingua Romena) si recheranno in Calabria, dove si incontreranno nella Sala delle Assemblee dei Testimoni Di Geova, Località Cedonio Francavilla Angitola (CZ), con tutti Romeni della Calabria che si sono dati appuntamento a questo congresso speciale di un giorno, Domenica alle ore 11:35 è in programma il discorso per color che hanno deciso di dedicare la propria vita a Dio, con il Battesimo in acqua. Il programma avrà inizio alle ore 9:40 e si concluderà alle 15:55 – alle 14:55 l’oratore in visita tratterà il tema: Incoraggiamoci l’un l’altro poiché questa è la volontà di Dio.
L’ingresso è libero e non si fanno collette. Questa assemblea fa parte dell’opera mondiale di istruzione biblica che i Testimoni di Geova compiono in oltre 236 paesi del mondo.

da vivienna.it

domenica 2 ottobre 2011

Testimoni di Geova in assemblea un crocevia di culture

Testimoni di Geova Assemblea crocevia cultureSono arrivati da tutta Italia, soprattutto dalle grandi città del nord. Etiopi ed eritrei, 200 in tutto, approdati a Imola per la prima assemblea nazionale dei Testimoni di Geova di lingua amarica e tigrina, gli idiomi parlati nelle due aree dell’Africa orientale. Si sono aggiunti ai circa 1.700 italiani (bambini, giovani, adulti e anziani) che ieri mattina hanno affollato la ‘Sala delle assemblee’ di via Pastore per il loro annuale incontro di circoscrizione. Una due giorni dal titolo ‘Sia santificato il nome di Dio’ che ha vissuto uno dei suoi momenti più significativi nella cerimonia del battesimo dei nuovi adepti, che ha riguardato una dozzina di Testimoni di Geova. Tra di loro, anche un etiope. Engheda Scibesci ha 63 anni ed è arrivato apposta da Parma per battezzarsi assieme ai suoi fratelli di fede. Anche per lui, accompagnato fino al bordo della piscina installata all’interno della struttura di via Pastore, l’immersione in acqua è totale. «Come appropriato simbolo della pubblica dichiarazione di appartenenza al popolo dei Testimoni di Geova», spiega il ministro del culto, Mario Maggi. A differenza del rito cattolico, infatti, in questa comunità il battesimo rappresenta una scelta «ponderata e individuale, non forzata, quindi incompatibile con l’usanza del battesimo dei neonati».Scene di gioia autentica nella sala imolese, tra genitori in lacrime, centinaia di flash impazziti e decine di schermi tv che hanno trasmesso in diretta il battesimo, andato in scena in una piccola saletta interna con annesso spogliatoio. Tutto sotto l’occhio vigile degli uomini della sicurezza, impegnati a far entrare soltanto i parenti più stretti.«Da alcuni anni – racconta Massimiliano Caredda, papà di Davide, 11 anni, anche lui appena battezzato – diversi gruppi di Testimoni di Geova italiani delle regioni in cui è più forte la presenza di immigrati dell’Etiopia e dell’Eritrea hanno intrapreso lo studio delle lingue amarica e tigrina. Lo scopo è quello di condividere con questa gioiosa comunità la ricchezza degli insegnamenti biblici, rivolti a persone di ogni razza, cultura ed estrazione sociale. Questa unità fra le razze non è infatti semplice tolleranza superficiale, ma ha profonde radici nei sentimenti dei Testimoni. In un periodo in cui la presenza e l’inserimento nella società di cittadini extracomunitari nel nostro Paese è un argomento controverso e di scottante attualità, questo congresso offre un esempio di come l’applicazione dei principi biblici permetta di superare ogni barriera linguistica, razziale e sociale».A Imola i Testimoni di Geova italiani sono circa 600, divisi in due congregazioni. A questi si sommano i quasi 200 appartenenti ai gruppi in lingua spagnola, francese e rumena, il più numeroso dei tre. Anche l’organo ufficiale della comunità, ‘La torre di guardia’ è diffuso in città in circa 6.000 copie

 ilrestodelcarlino.it

giovedì 25 agosto 2011

Palermo, prelievo multiorgano da donatrice testimone di Geova

Palermo, prelievo multiorgano da donatrice testimone di Geova

Palermo, 25 ago. - Prelievo di organi ieri agli Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo. I medici della Neuro rianimazione, diretta da Paolino Savatteri, hanno prelevato il fegato, i reni e le cornee da una paziente di 56 anni, D.E., testimone di Geova, ricoverata nel reparto di Neuro rianimazione dal 23 agosto per emorragia cerebrale. Dopo 6 ore di osservazione ne e' stata accertata la morte cerebrale ed e' iniziato il prelievo nella sala operatoria del centro prelievi del Trauma Center del nosocomio da parte degli anestesisti Paolino Savatteri, Innocenza Pernice, Antonino Pizzuto e gli infermieri Vita Apparia e Giuseppe Zaffuto. Il fegato sara' trapiantato dai chirurghi dell'Ismett, i reni sono stati donati all'ospedale Civico di Palermo e al policlinico di Catania mentre le cornee saranno custodite nella Banca delle Cornee degli Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello rimanendo cosi' nel circuito siciliano. La donatrice era testimone di Geova: da qui la particolarita' del prelievo multiorgano. Per i testimoni di Geova, infatti, la donazione e' questione di coscienza individuale fatto salvo che tutti gli organi e i tessuti devono essere completamente privi di sangue. Quello di ieri e' stato il quarto prelievo multiorgano effettuato nel 2011 su 9 osservazioni. L'anno scorso sono stati effettuati 6 prelievi su 15 osservazioni.

lunedì 22 agosto 2011

"Così abbiamo salvato nove vite in una settimana" "abbiamo già operato sette testimoni di Geova"

"Così abbiamo salvato nove vite in una settimana"

L'intervista al professor Filipponi sul record del centro Trapianti di fegato di Ferragosto

Medici (Foto Ansa)
Pisa, 19 agosto 2011 - UN FIORENTINO trapiantato a Pisa. E’ il professor Franco Filipponi che dirige il Centro trapianti di fegato dell’Azienda ospedaliera universitaria. Un centro da record: soltanto nella settimana di ferragosto ha eseguito ben nove operazioni che hanno ridato la vita ad altrettante persone.
Un’eccezione?
«Ogni tanto si creano grappoli di donatori. Una situazione simile si era verificata già nel 2008. Ma numeri alti si sono avuti anche l’anno successivo. L’andamento delle donazioni non è prevedibile. Fondamentale, dunque, è riuscire a sfruttare la disponibilità. Così il sistema dà ottimi risultati».
In un periodo di grande crisi, di tagli al settore e di ferie. Qual è il segreto?
«Organizzazione, ma anche consapevolezza che chi lavora in questa struttura, lo fa in un centro di eccellenza la cui storia è iniziata nel 1996, quando è arrivata l’autorizzazione al trapianto di fegato. Ci sono stati poi anni di alti e bassi dovuti proprio al flusso delle donazioni. Nel 2004, tutto è diventato più stabile grazie all’Organizzazione toscana trapianti».
Insomma, in mezzo a tanti casi di malasanità, l’eccellenza si fa notare.
«In effetti, l’Aoup è all’avanguardia e il centro, che è in grado di paragonarsi con l’Europa, meriterebbe maggiore attenzione».
Più attenzione dalla sanità regionale?
«Sì, perché il lavoro è impegnativo: la struttura non chiude mai, è aperta 24 ore su 24. Basti pensare che l’equipe che ha lavorato agli ultimi interventi tra personale medico, infermieristico e di supporto, è formata da oltre 100 persone. Tutte con una forte motivazione».
Lei è nato nella città del Rinascimento, si è formato a Parigi e oggi opera a Pisa. Come vede il rapporto tra le realtà toscane?
«Un po’ di campanilismo è inevitabile. Ma la Toscana ha una fortuna inestimabile. Gli anni ’90 erano caratterizzati dagli italiani che emigravano in cerca di un trapianto in Europa. Ora non è più così. Siamo un punto di riferimento extraregione: tant’è che i nostri pazienti arrivano per metà fuori dai confini regionali. Ma la collaborazione con tutte le aziende toscane è ottimale».
Già, i vostri ‘clienti’, chi sono?
«Per lo più uomini: la degenza media è di 15 giorni».
Quanto devono aspettare, prima?
«Quello pisano è il primo centro in Italia per i tempi di lista di attesa medi (4 mesi). Subito dopo, viene Torino con due mesi in più».
E i donatori?
«Sono quasi tutti toscani. La capacità di donazione delle nostre Rianimazioni è molto elevata: grazie ai nostri colleghi ma anche ai familiari di chi dona».
Com’è il presente del settore?
«Da 3-4 anni, i trapiantanti non ricevono sangue. Per questo, nell’ultimo bienno, abbiamo già operato sette testimoni di Geova».
Il futuro?
«Si guarda alle staminali del fegato, ma si tratta ancora di una speranza. Il trapianto da vivente, di fatto, è ancora eccezionale. L’obiettivo, al momento, è la compatibilità facendo sempre più attenzione alla difficilissima attività di selezione del donatore»

venerdì 5 agosto 2011

Testimone di Geova rifiuta farmaci, magistrato le da' l'assenso assenso


Testimone di Geova rifiuta farmaci, magistrato le da' l'assenso assenso

La donna, di 48 anni, ha gia' rifiutato tracheotomia e trasfusione

Chiede al giudice il permesso di non utilizzare, in caso di necessità, i farmaci e il magistrato l'accontenta. Protagonista della storia che sta suscitando clamore nel mondo sanitario e civile del Veneto una trevigiana di 48 anni, testimone di Geova, che dal giudice tutelare di Treviso Clarice di Tullio ha ricevuto il permesso, e con lei il marito, di non utilizzare farmaci salvavita. La paziente, come indica il Gazzettino, avrebbe già rifiutato tracheotomia e trasfusione, da quanto si è appreso, non sarebbe al momento in immediato pericolo di vita. Le sue disposizioni restano tuttavia chiare: "non voglio che la mia vita venga prolungata - avrebbe detto la donna - se i medici sono ragionevolmente certi che le mie condizioni sono senza speranza".

E' ritenuto un decreto 'choc' quello firmato nel gennaio scorso dal giudice tutelare di Treviso Clarice di Tullio per permettere a una paziente di rifiutare le cure destinate alla sua grave malattia degenerativa. Il marito della donna è stato nominato amministratore di sostegno. Il decreto arriva in un momento in cui la legge sul biotestamento, già votato dalla Camera, è in dirittura d'arrivo. Se anche il Senato approverà il testo, la decisione del giudice di Treviso potrebbe essere ininfluente: la tutela della paziente sarebbe infatti solo ed esclusivamente del medico curante.

E' ritenuto un decreto 'choc' quello firmato nel gennaio scorso dal giudice tutelare di Treviso Clarice di Tullio per permettere a una paziente di rifiutare le cure destinate alla sua grave malattia degenerativa. Il marito della donna è stato nominato amministratore di sostegno. Il decreto arriva in un momento in cui la legge sul biotestamento, già votato dalla Camera, è in dirittura d'arrivo. Se anche il Senato approverà il testo, la decisione del giudice di Treviso potrebbe essere ininfluente: la tutela della paziente sarebbe infatti solo ed esclusivamente del medico curante.

BIOTESTAMENTO: ESPERTO, CASO DONNA TREVISO DIMOSTRA LEGGE URGE - Il caso della donna di Treviso testimone di Geova che ha ottenuto dal giudice un decreto che le permette di rifiutare le cure ed i farmaci salvavita destinati alla sua grave malattia degenerativa "rende evidente che una legge sul biotestamento è più che mai necessaria". A sottolinearlo è il bioeticista e membro del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) Francesco D'Agostino.

"Si rende evidente da un caso come questo - commenta l'esperto - che una legge è indispensabile, perché - spiega - non è possibile affidare ai magistrati, che possono legittimamente anche avere opinioni diverse sulla materia, la determinazione ultima di questioni che riguardano la vita umana". Inoltre, il decreto in questione, rileva D'Agostino, "che fa riferimento genericamente a 'farmaci salvavita', dimostra la delicatezza della questione dal momento che la categoria di tali farmaci non è così rigorosa, e dunque anche una semplice aspirina, in determinate condizioni, può diventare un farmaco salvavita". Secondo il bioeticista, dunque, "la verità è che quando questioni che riguardano la vita umana si intrecciano con valutazioni di carattere medico e farmacologico, è giusto che la legge affidi al medico l'assunzione delle decisioni". Per queste ragioni, ribadisce D'Agostino, "credo che una legge sulle situazioni di fine vita sia realmente indispensabile. L'importante - conclude - è fare in modo che non siano i giudici a stabilire criteri vincolanti in situazioni così delicate".

ansa.it

sabato 9 luglio 2011

RUSSIA Nazionalisti ortodossi tentano di impedire il congresso dei Testimoni di Geova - Asia News

RUSSIA Nazionalisti ortodossi tentano di impedire il congresso dei Testimoni di Geova - Asia News: "Nazionalisti ortodossi tentano di impedire il congresso dei Testimoni di Geova

L’evento dovrebbe svolgersi questo fine settimana, ma l’organizzazione ‘Consiglio del popolo’ chiede al procuratore generale di verificarne la legalità: “I TdG sono una setta pericolosa e violano la legge”.

Mosca (AsiaNews) – Gli attivisti ortodossi del movimento nazionalista ‘Consiglio del popolo’ stanno cercando di impedire lo svolgimento di un grande congresso nazionale dei Testimoni di Geova (TdG), in programma dall’8 al 10 luglio a Mosca. Secondo quanto reso noto dalle agenzie russe, l’organizzazione - che in russo si chiama ‘Narodny Sobor’ - ha chiesto alle autorità giudiziarie di verificare la legalità dell’evento e impedire “violazioni della legge federale”, come si legge in un comunicato indirizzato al procuratore generale e diffuso da Interfax.

Il congresso dei Testimoni di Geova, secondo quanto riporta il quotidiano Nezavizimaya Gazeta, dovrebbe tenersi questo fine settimana al Crocus Expo, grande spazio per eventi di massa poco fuori la capitale russa e che dovrebbe ospitare oltre 9mila fedeli. Secondo i nazionalisti ortodossi, i TdG “non hanno chiesto i permessi necessari per organizzare e tenere una cerimonia religiosa pubblica… violando così la legge sulla libertà di coscienza e le associazioni religiose”, continua il comunicato.

Il Narodny Sobor – le cui accuse in passato hanno portato alla condanna degli organizzatori della mostra ritenuta blasfema ‘Arte proibita-2006’ - sottolinea che i TdG sono “una delle più pericolose sette in Russia” e che su di loro pendono diversi casi penali e civili. Per sette o culti distruttivi in Russia spesso si intendono molte delle realtà religiose non classificabili tra confessioni e denominazioni tradizionali o per lo più non gradite a autorità politiche e ortodosse. Dal 2004 i Testimoni di Geova sono particolarmente nel mirino, oggetto di una vera e propria persecuzione, che i responsabili della comunità paragonano a quella subita in epoca staliniana. Diversi tribunali russi hanno proibito molte loro pubblicazioni e messo fuorilegge le loro attività. Aggressioni e atti vandalici contro la comunità sono sempre più frequenti. All’organizzazione viene inoltre imputata “la violazione dei diritti delle persone non credenti” attraverso “tentativi di entrare nelle loro residenze per pregare e compiere attività di evangelizzazione aggressive”.

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